Box ricerca  

Dal Secolo 20/11/2006

Dalle pagine de IL SECOLO XIX di lunedì 20 novembre 2006 

LA GALLINETTA CENTENARIA CHE NON VUOLE MORIRE

Mobilitazione alla ricerca di sede e ricovero per le barche dopo lo “sfratto” dal porto. E spunta L’ipotesi della spiaggia di levante

img4p.jpgVarazze. I membri della società”A gallinetta” hanno lanciato a varazzini e istituzioni un grido di aiuto: l’avventura dell’associazione nautica e di pescatori, nata alla fine del 1800 e arrivata fino a oggi attraversando tutta la storia di Varazze, rischia di essere al capolinea. La società ha sottolineato che da più di un secolo i cittadini di Varazze hanno sempre avuto la possibilità di usare la spiaggia per gli incontri e la collocazione delle imbarcazioni da pesca e di tradizione, come gozzi a vela e a remi da regata. Fino all’arrivo del nuovo porto, quando oltre settanta barche, tutte di varazzini di vecchio nome e tradizione, hanno di fatto ricevuta un ordine di sfratto.

Ma i soci della “Gallinetta” non si arrendono. Gli appartenenti allo storico sodalizio di pesca sportivi varazzini non hanno la minima intenzione di appendere ami, lenze e remi al classico chiodo: Pur se la soluzione al loro problema “esistenziale” non appare immediata, nei giorni scorsi si è aperta un’interessante prospettiva. Potrebbero, il condizionale è d’obbligo, sistemare presto barche e sede sulla spiaggia di levante, fra il Nautilus e la Villa araba, dove attualmente ha base il Club nautico. Avrebbero trovato anche uno sponsor ingrado di ridurre drasticamente i costi di gestione.

«II caso della Gallinetta - rileva il vice sindaco, Alessandro Bozzano - è particolare. Il sodalizio non ha riconoscimenti e concessioni ufficiali ma rappresenta un’entità morale che merita il dovuto interessamento da parte dell’ente pubblico».

Una sessantina fra soci e simpatizzanti si sono riuniti in assemblea al Palaspori. Hanno nominato un presidente, Renato Fonora, che si è dichiarato pronto a ridare impulso alla società, ottenendo l’immediato consenso di quelli che non hanno mai mollato la presa, neppure nei momenti di maggiore difficoltà, specie quando sembrava che il club dovesse chiudere i battenti.

In effetti, per la “Gallinetta” gli ultimi quattro sono stati anni bui, con gozzi e lancette “sfrattati dal porto e sistemati in ricoveri d’emergenza, box, officine, persino in qualche stalla abbandonata e nelle fasce dell’entroterra.

«Contiamo di ottenere dal Comune un idoneo tratto di litorale - ha detto ilneopresidente - dove poter sistemare almeno una cinquantina di barche. Speriamo di riuscire a contenere la spesa al minimo, comunque entro i 154 euro l’anno per imbarcazione. Ritengo di poter ottenere l’interessamento di uno o più sponsor, che ridurranno ulteriormente questo
costo, portandolo vicino allo zero».

In assemblea Bonora non ha ufficialmente indicato quale sarà il tratto interessato, ma la prospettiva più realistica è quella citata, a levante del Nautilus. Un tratto di arenile soggetto, però all’erosione dello scirocco.

«Sarà sempre meglio di niente - rileva Giovanni Cerruti, socio decennale della “Gatlinetta” - ma resta un pizzico di rammarico per aver perso il posto su un tratto di spiaggia da sempre “goduto” dai varazzini e che ora è stata inghiottito dal porto».

«Il caso della “Gallinetta” - spiega ancora il  vice sindaco, Alessandro Bozzano - è diverso da quello di altri sodalizi, come Lega navale, Club nautico, Pesca sportivi, che avevano regolare affiliazione e concessione demaniale. Tuttavia, moralmente non possono ignorare la sua ultra decennale esistenza e, nel limite del possibile, cercheremo di dare al club un’adeguata sistemazione».

ANGELO REGAZZONI

A Gallinetta Blog © 2007 - 2008 P.IVA/C.F. 92085770094 - WordPress - Solutions Web - Acrossweb S.r.l. - Segnala sito