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“SALVIAMO LA GALLINETTA” PARTE INTEGRANTE DELLA TRADIZIONE VARAZZINA

Piu che un appello è un “grido di dolore” lanciato dai soci della “mitica” società di pesca e sportiva, “A GALLINETTA” nata alla fine dell’800 come associazione nautica dei pescatori varazzini e trasformata con questo nome nel 1970.

Da oltre 100 anni, con carattere di continuità, i cittadini di Varazze hanno sempre avuto la possibilità di utilizzare un arenile per gli incontri e la collocazione delle imbarcazioni da pesca e di tradizione (gozzi a vela e da confronto remiero) fino a quando si è deciso di trasformare il porto nell’attuale struttura, sfrattando l’associazione “A Gallinetta” che aveva sull’arenile un centinaio di barche essendo costituita da oltre 200 soci, tutti varazzini di vecchio nome e tradizione.

Ci era stato garantito che si sarebbe trovato un arenile anche per la gloriosa “A Gallinetta” ma a tuttoggi cio non è ancora avvenuto, e siamo molto preoccupati, vista l’assegnazione di arenili ad altre associazioni, certamente benemerite, ma non cosi blasonate come la Gallinetta e sopratutto non appartenenti alla storia ed alle tradizioni della città. 

Tutti gli indigeni, e i cittadini di lunga data, conoscono la Gallinetta e la tradizione che rappresenta. Non mentiamo se affermiamo che non esiste alcun nucleo famigliare Varazzino degli ultimi 100 anni che non abbia avuto un proprio componente iscritto o sostenitore di questa associazione vantando amici frequentatori della stessa essendo una vera e propria testimonianza dell’antica tradizione nautica.

Siamo certi sia stata una semplice dimenticanza della Politica locale e pensiamo che questo appello sarà certamente raccolto dai Politici, amanti della Citta, e delle trazioni piu antiche, sostenendoci onde impedire la perdita di un patrimonio storico ed umano e la dispersione di una antica tradizione.

Facciamo appello “in primis” ai politici locali e nel caso fossero sordi, alla popolazione tutta affinchè ci affianchi nel rivendicare un diritto acquisito ed insito nella storia della città.

Questo Blog è a disposizione di chiunque abbia a cuore le usanze cittadine, quindi siamo aperti anche ad altri gruppi che non riescono a far sentire la loro voce, per portare a conoscenza dell’opinione pubblica, tradizioni che non devono essere perdute a partire dalla nostra.

Contiamo molto sui Varazzini autentici e di buona volontà ed anche nei numerosi volontari e soci che si sono detti disposti ad affiancarci nell’eventuale lotta per salvare questa tradizione storica della Città.

Con la certezza che non puo esistere a Varazze un Politico insensibile alla SALVEZZA della “A GALLINETTA”, ci auguriamo ed auguriamo alla città che le problematiche pendenti vengano risolte al piu presto.

Facciamo presente che non chiediamo alcun tipo di contributo economico od altro ma che ci venga restituito un diritto aquisito in 100 anni di storia marinara.

Chi volesse sostenerci od aiutarci, troverà sul sito tutte le indicazioni necessarie.

                                               La Direzione

 

10 Responses to ““SALVIAMO LA GALLINETTA” PARTE INTEGRANTE DELLA TRADIZIONE VARAZZINA”

  1. Inserito il 04 Nov 2006 alle 22:17 GIUSEPPE DELFINO

    Desidero richiamare l’attenzione di tutti i cittadini di Varazze che amano la propria città e che hanno ben presente la ricchezza di tradizioni, di esperienze, di vita vissuta sul mare dai nostri nonni, dai nostri padri ed in parte anche da noi, per sottolineare l’importanza che questo patrimonio non vada perduto.
    Certamente le nuove strutture portuali hanno creato ricchezza per la città, hanno creato posti di lavoro per i nostri figli, ma non dobbiamo per questo rinunciare alle nostre radici, alla nostra cultura alle nostre tradizioni, alle nostre attività sul mare.
    Moltissimi cittadini di Varazze non trarranno alcun vantaggio dalle nuove strutture portuali e non si potranno permettere di spendere cifre da capogiro per attraccare la barca all’interno del nuovo porto.
    Certamente le problematiche gestionali che l’Amministrazione deve affrontare non sono né poche né di facile soluzione, di questo mi rendo perfettamente conto. L’amministrazione di Varazze, giustamente sensibile al mantenimento ed alla promozione di svariate attività sportive e culturali, non può e non deve ignorare le giuste istanze avanzate dai cittadini che per decenni hanno praticato la pesca sportiva ed oggi sono di fatto impediti: anzi, i cittadini di Varazze devono occupare un posto assolutamente prioritario, al di fuori di ogni logica opportunistica od economica nella ragione ( ma io direi nel cuore ) del buon Amministratore.
    Non è pensabile di dover rinunciare in toto alle nostre attività tradizionali, di svendere la nostra città al miglior offerente. Ben vengano
    quindi queste iniziative che sostengo incondizionatamente.
    Grazie Galllinetta !!!

  2. Inserito il 05 Nov 2006 alle 19:35 GERRY 65

    FINALMENTE ERA ORA CHE LE NOSTRE LAMENTELE COMINCIASSERO A FARSI SENTIRE. PRETENDIAMO ANCHE NOI IL DIRITTO DI POTER UTILIZZARE UNO SCALETTO, COME DEL RESTO ERA PER IL PASSATO. UN FAZZOLETTO DI SPIAGGIA PER POTER ANDARE IN MARE.FORZA GALLINETTA!!!!!!

  3. Inserito il 07 Nov 2006 alle 07:21 falletto

    Il sapore della sabbia

    Mi ricordo bambino a piedi nudi sulla sabbia in quella battigia che adesso non c’e’ piu’, svanita,inghiottita dal cemento, all’ombra dei tetti verdi. Sabbia Varazzina, bianca, calorosa e divertente. Sabbia adesso ti guardo dall’alto attraverso la lente dell’acqua putrida non sei piu’ soleggiata come un tempo sul fondo del mare. La spiaggia che non c’e deve risorgere, tornare al suo antico calore tanto caro a tutti i Varazzini.
    Anonimo Varazzino

  4. Inserito il 08 Nov 2006 alle 00:30 DELFINO AGOSTINO

    Maturando, ad un certo punto della mia vita, ho capito quanto per me fosse importante mantenere vivo il ricordo delle tradizioni autentiche della Varazze del tempo passato.
    E’ stato sorprendente scoprire come, a Varazze, oggi ancora, vi sia gente che conserva nel cuore il ricordo di questo patrimonio prezioso.
    Diventando uno di loro, entrando a far parte della Gallinetta, ho potuto conoscere ed ascoltare tanti soci più anziani, rivivere i ricordi della Varazze com’era, quella Varazze che conoscevo già un poco dai racconti di mio padre.
    Il mare di Varazze, il suo litorale impagabile, la costruzione dei velieri, i tanti piccoli cantieri dove i maestri d’ascia costruivano i gozzi. Le famiglie dei costruttori di imbarcazioni, la gente operosa, i pescatori, affaticati per la durezza del lavoro, ma fieri.
    Era la Varazze dei Varazzini.
    La gente della Varazze che non esiste più.
    Nella nostra memoria però tutto questo non è andato perduto.
    Per questo dico con orgoglio: sono di Varazze. Amo le tradizioni che la mia gente mi ha tramandato.
    Per questo e per molto altro ancora, dico: grazie di esistere Gallinetta.

  5. Inserito il 08 Nov 2006 alle 15:22 Alfredo Corsanego

    Sono un appassionato di mare, di vela, di pesca sportiva.
    Ho scoperto il vostro sito, è bellissimo ciò che proponete.
    Sono con voi e a vostra completa disposizione

  6. Inserito il 08 Nov 2006 alle 15:35 Chiara Bricchetto

    Ho visitato il vostro sito.
    Sono rimasta piacevolmente sorpresa di scoprire che c’è ancora gente che, come me, ama le tradizioni autentiche della nostra Varazze.
    Coraggio e buona fortuna amici miei, sono con voi.
    Chiara

  7. Inserito il 08 Nov 2006 alle 17:10 RICCARDO FERRANDO

    Sono un patito del mare, della pesca al bolentino e coi palamiti.
    Purtroppo a Varazze non sembra esservi più spazio per gente amante del divertimento sano come me.
    Ho scoperto la vostra Associazione e ora il vostro sito. Vi sosterrò sempre.
    Riccardo

  8. Inserito il 08 Nov 2006 alle 17:52 SARA LAPEL

    Spero proprio che la Gallinetta continui ad esistere, perchè è di queste genuine tradizioni che si sente il bisogno in un mondo d’oggi dove l’unico valore sembra essere il danaro

  9. Inserito il 20 Nov 2006 alle 22:48 maurizio

    Beh che aggiungere oltre a quello che avete già detto…anch’io ricordo molto bene, anche se in tempi più recenti cos’era la spiaggia della gallinetta, parlo degli anni 80 quando c’era ancora U Gallin-a, Caiano e molti altri che si davano da fare, le domeniche d’estate la spiaggia si riempiva di gente di mare che preparava i gozzi per uscire a pescare, le barche scivolavano lungo i bancali ingrassati col sego, spinte da molte braccia accorse in aiuto per il varo, poi rientravano la sera e all’arrivo sollevavano i paglioli per mettere in bella mostra il pescato lasciato al fresco in sentina, infine si allungava il cavo del verricello e i gozzi scivolavano ancora sulla spiaggia sino all’invaso.

    Allora moltissime barche erano ancora in legno, e ogni primavera quelle che non erano dotate di motorizzazione entrobordo venivano parzialmente affondate di fronte alla spiaggia, per permettere al fasciame di stagnarsi e “fare meno acqua” in navigazione, poi ricordo ancora quante ore erano dedicate alla manutenzione dei gozzi, pittura, pittura e ancora pittura, e quanto tempo a “passare i palamiti” incattiviti nell’ultima calata.

    Negli anni novanta e recentemente molte cose sono cambiate, abbiamo assistito alla fase finale di un profondo mutamento della nautica, da un lato la diffusione popolare del diportismo (intendendo come tale quello delle imbarcazioni dai 7 metri in su) che smette di essere uno sport d’elite, dall’altro un impoverimento della nautica più piccola, quella delle barche dai 3 ai 6 metri; credo che questo sia dovuto sia a ragioni culturali che economiche, ma la colpa più grande (se così la possiamo definire) è quella delle amministrazioni pubbliche, e non parlo solo di quelle locali, che spesso hanno privilegiato interessi economici privati a scapito delle tradizioni, della cultura locale e nondimeno del benessere della gente del posto.

    Oggi dunque la cosiddetta “piccola pesca costiera” è diversa da 20 anni fa, viene praticata principalmente con barche di dimensioni maggiori, dotate di motorizzazioni potenti in grado di permettere spostamenti rapidi e che per forza di cose devono ormeggiare in porto, la piccola barca dislocante (vedi il gozzo ma anche le piccole lancie) è decisamente in via di estinzione un po ovunque, sopravvive soltanto in alcune realtà che definirei “protette” dalle amministrazioni locali più attente e sensibili ai bisogni dei residenti e dei piccoli armatori (se mi concedete questo termine).

    Purtroppo il disagio è avvertito in tutta italia, come faceva notare il Dr Antonio Fulvi vice-presidente di ASSONAUTICA NAZIONALE all’ultimo convegno sulla “piccola nautica” il 14 ottobre 2006 in occasione del 46 °salone nautico, avente come tema proprio “l’impegno delle istituzioni per lo sviluppo di servizi e infrastrutture a sostegno del settore”, negli ultimi anni si è creata una situazione insostenibile per chi va per mare con piccoli natanti; non esistono più scivoli per l’alaggio e il varo, quei pochi sono privatizzati e a pagamento,oppure costantemente occupati dai bagnanti, le spiagge sono tutte in mano agli stabilimenti balneari e non c’è spazio per altre attività, le nuove strutture portuali sono progettate senza prestare alcuna attenzione alla piccola nautica, che è vista come qualcosa di deleterio.

    Concludo con la speranza che qualcosa si muova anche a Varazze come sta accadendo lentamente in altre località italiane, con la speranza che gli amministratori locali prendano coscienza del valore delle genti locali e della cultura che si tramandano, e a coloro che si sentono lontani da questo “mondo della nautica” chiedo che si interroghino semplicemente sull’origine del nome “Varazze”.

    Un grazie in particolare al presidente uscente Ing. Delfino Agostino, col quale ho avuto il piacere di collaborare, occupandomi della segreteria dell’associazione A Gallinetta dal 1998 sino al novembre 2006, un Augurio va invece al neoeletto presidente DR Renato Bonora che sembra aver dato già in pochi giorni un spinta propulsiva all’associazione senza eguali, risvegliando un interesse che solo apparentemente era sopito.

    Maurizio Verdi.

  10. Inserito il 23 Nov 2006 alle 18:09 falletto

    “Varazze”

    sei nata lunga lacosta
    da un popolo marinaro

    instancabile
    meticoloso nella pesca
    puntuale nella tradizione

    hai il mare come simbolo
    i pescatori come volto.

    Anonimo Varazzino

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